Rifiuto genitoriale, l’emergenza italiana di migliaia di figli cancellano mamma o papà
Succede che non soltanto ci si separi, ma che una mamma manipoli il bambino fino a convincerlo ad allontanare da sé il papà, o che un padre lo rivolti contro la madre fino a non volerla più vedere. Un dramma sociale consumato in silenzio ma sempre più diffuso. Su cui finalmente un libro fa luce
Il rifiuto genitoriale – ovvero i figli che non vogliono più vedere il papà o la mamma – è diventato un’emergenza nazionale. Da fenomeno osteggiato e criticato, per parte della società addirittura inesistente, oggi è sempre più presente nelle separazioni conflittuali. “Orfani” per scelta di un genitore in vita. Padri e ora anche madri che non vedono i figli per anni, che vengono bloccati sui telefonini, allontanati, insultati. Figli che soffrono, sviluppano ansia e depressione, bassa autostima, difficoltà a scuola, problemi relazionali, dipendenze, narcisismo. Patologie psichiatriche che insorgono anche a distanza di tempo.
Quello che colpisce è la totale mancanza di empatia. Storie tutte uguali, esistenze normali, poi la separazione. Uno dei genitori in modo subdolo, manipolatorio, si appropria della mente dei ragazzi, li colpevolizza, arriva a far loro scordare i ricordi felici di una vita insieme a favore di una narrazione fondata sulla rabbia e sull’odio. «Il papà non ti ha mai voluto bene», «La mamma se n’è andata e ti ha lasciato», sono le frasi ricorrenti.
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