Padri separati: un’esistenza in bilico tra l’indigenza e l’amore sospeso
L’associazione Codici denuncia la realtà di una genitorialità compromessa, schiacciata tra oneri economici e un’applicazione della legge che tradisce i diritti
In un Paese che si vanta di tutelare la famiglia, una condizione di profonda sofferenza rimane spesso invisibile: quella dei padri separati. La loro vita, spesso raccontata in forma di slogan o ridotta a cliché, è una realtà segnata da ingiustizie che si consumano quotidianamente, colpendo non solo il loro benessere economico, ma anche il legame più prezioso che un uomo possa avere: quello con i propri figli.
L’associazione Codici denuncia la realtà di una genitorialità compromessa, schiacciata tra oneri economici e un’applicazione della legge che tradisce i diritti
In un Paese che si vanta di tutelare la famiglia, una condizione di profonda sofferenza rimane spesso invisibile: quella dei padri separati. La loro vita, spesso raccontata in forma di slogan o ridotta a cliché, è una realtà segnata da ingiustizie che si consumano quotidianamente, colpendo non solo il loro benessere economico, ma anche il legame più prezioso che un uomo possa avere: quello con i propri figli.
L’associazione Codici ha alzato il velo su questa dura verità attraverso la sua campagna “Voglio papà”. “Molti padri separati si trovano ad affrontare un precipizio finanziario,” ha dichiarato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici. “Sono costretti a sostenere un doppio onere economico, pagando l’affitto per una nuova abitazione e versando un assegno di mantenimento, pur disponendo dello stesso stipendio di prima. Questa doppia pressione finanziaria può trascinarli in una spirale di indigenza, compromettendo la loro dignità e costringendoli a rinunce essenziali.” La denuncia è chiara: il sistema attuale di calcolo degli assegni non considera la capacità economica residua del genitore non collocatario, creando disparità insostenibili che si ripercuotono sull’intera famiglia.
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