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Padri separati: un’esistenza in bilico tra l’indigenza e l’amore sospeso

L’associazione Codici denuncia la realtà di una genitorialità compromessa, schiacciata tra oneri economici e un’applicazione della legge che tradisce i diritti

In un Paese che si vanta di tutelare la famiglia, una condizione di profonda sofferenza rimane spesso invisibile: quella dei padri separati. La loro vita, spesso raccontata in forma di slogan o ridotta a cliché, è una realtà segnata da ingiustizie che si consumano quotidianamente, colpendo non solo il loro benessere economico, ma anche il legame più prezioso che un uomo possa avere: quello con i propri figli.

L’associazione Codici denuncia la realtà di una genitorialità compromessa, schiacciata tra oneri economici e un’applicazione della legge che tradisce i diritti

In un Paese che si vanta di tutelare la famiglia, una condizione di profonda sofferenza rimane spesso invisibile: quella dei padri separati. La loro vita, spesso raccontata in forma di slogan o ridotta a cliché, è una realtà segnata da ingiustizie che si consumano quotidianamente, colpendo non solo il loro benessere economico, ma anche il legame più prezioso che un uomo possa avere: quello con i propri figli.

L’associazione Codici ha alzato il velo su questa dura verità attraverso la sua campagna “Voglio papà”. “Molti padri separati si trovano ad affrontare un precipizio finanziario,” ha dichiarato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici. “Sono costretti a sostenere un doppio onere economico, pagando l’affitto per una nuova abitazione e versando un assegno di mantenimento, pur disponendo dello stesso stipendio di prima. Questa doppia pressione finanziaria può trascinarli in una spirale di indigenza, compromettendo la loro dignità e costringendoli a rinunce essenziali.” La denuncia è chiara: il sistema attuale di calcolo degli assegni non considera la capacità economica residua del genitore non collocatario, creando disparità insostenibili che si ripercuotono sull’intera famiglia.

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Livello di competenze, comprensione e pensiero critico in Italia
Assegno di mantenimento non versato, da assolvere il padre in stato di indigenza

Il Sole 24 Ore
L’esimente della “impossibilità assoluta” deve tener conto del diritto alla “dignitosa sopravvivenza” del genitore in difficoltà

Nel reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare – in particolare in tema di assegno di mantenimento – l’impossibilità assoluta di far fronte agli adempimenti non coincide con l’indigenza totale. Deve, infatti, essere valutata la capacità dell’obbligato di assolvere ai propri doveri senza dover rinunciare a condizioni di «dignitosa sopravvivenza». Così, mentre la Corte d’appello di Catanzaro aveva confermato la condanna per un uomo che non aveva versato alla ex moglie l’assegno di mantenimento di 450 euro mensili, la Cassazione (sentenza 883/2025 depositata ieri) annulla il verdetto e rinvia a nuovo giudizio che tenga conto del principio enunciato. […]

Patriarcato 2025
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